Come aiutare i bambini a studiare

Quello dei compiti è il momento in cui per un genitore è più facile perdere le staffe. Le aspettative nei confronti dei propri figli sono alte e non si riesce a comprendere come mai non riescano a svolgere una semplice operazione o non abbiano la risposta pronta. Li si crede svogliati o non portati allo studio, quando invece gli si sta solo trasmettendo la paura di fallire. Il ruolo di un genitore dovrebbe essere quello di insegnare un metodo di studio, così che il bambino diventi autonomo e capisca l’importanza di impegnarsi ad affrontare quella che è la sua unica responsabilità: studiare.

Come? Semplicemente motivandoli. Se finite per rinunciare, eseguendo i compiti al posto loro, i bambini cadranno nell’atteggiamento passivo di attendere il momento in cui darete voi ogni risposta, perché tanto loro non sono all’altezza. Bisogna assolutamente rompere quest’abitudine. Ascoltateli, piuttosto, prestando la dovuta attenzione a come ripetono la lezione. Stimolateli con domande, così che il momento di studio si trasformi in un occasione di dialogo per aiutarli a sviluppare il senso critico. Se date importanza a ciò che pensano, sentiranno anche tutta l’importanza di svolgere bene il proprio compito e diventerà anche meno noioso.

  Il lugo dove studiare dovrebbe ulteriormente favorire questa condizione di serenità. La stanza deve essere in ordine e priva di oggetti, dai giochi alla televisione, che possano distrarre l’attenzione. Se avete più bambini in età scolare meglio dividerli durante il momento da dedicare allo studio, altrimenti troveranno un qualunque pretesto per distrarsi. Del resto, un genitore non deve stare fisso accanto al bambino per aiutarlo nei compiti, ma assicurarsi che abbia trovato la giusta concentrazione.

Se notate degli errori nello svolgimento del compito, provate a fargli capire in cosa sta sbagliando. Non dovete correggerlo, ma invitarlo a rivedere l’esercizio. Correggere e mettere voti è compito esclusivo degli insegnanti.