Come anticipare il parto

Le donne in attesa del primo figlio, spesso, sono molto spaventate e cercano di anticipare il parto. Le domande che assalgono una donna in gravidanza sono moltissime: “quando accadrà? Di mattina o di notte?“, “romperò le acque in pubblico?“, “il mio bambino starà bene?” e ancora, “mio figlio nascerà domani?“. A causa di tutti questi dubbi, la donna prova ad avere la minima gestione di un evento quasi “incontrollabile”, tale gestione si può tradurre con la voglia di anticipare il parto.

Per anticipare il parto, molto spesso alle donne viene indotto il travaglio. E’ fondamentale dire che è assolutamente sconsigliato indurre il travaglio se non è necessario. La gravidanza deve seguire il suo corso fino al parto, e per quanti dubbi si possono avere, per partorire è necessario attraversare delle fasi che prevedono dei cambiamenti fisiologici: dalla dilatazione della cervice fino all’ultimo travaglio.

Il parto prematuro, è caratterizzato da una dilatazione della cervice che nelle prime fasi del travaglio passa da uno a quattro centimetri. Altre donne, invece, presentano una dilatazione della cervice più graduale, che si presenta con contrazioni minori.

Indurre il travaglio significa sottoporsi a tecniche farmacologiche in grado di stimolare le contrazioni necessarie. Si tratta di metodiche che alterano la naturale fisiologia del parto e che comportano un lieve aumento del rischio di complicanze durante lo stesso travaglio. L’incremento dei rischi è lieve ma pur sempre presente: aumenta il rischio di ricorrere al parto cesareo, aumentano le probabilità di anomalie della frequenza cardiaca del feto.

In alcuni casi, la scelta è inevitabile ma in molti altri la scelta più saggia è aspettare che la gravidanza faccia il suo corso. Quindi perché anticipare il parto? In Italia si è osservata un incremento di questa tendenza, i medici ricorrono alla medicalizzazione dell’evento della nascita perché proprio come la donna gravida, sentono la necessità di pilotare il parto piuttosto che aspettare, nel dubbio, il processo naturale del parto.

Quando è indispensabile anticipare il parto? Alcune condizioni rendono necessarie le pratiche atte ad anticipare il parto.

  • Se avviene la rottura spontanea del sacco amniotico e nelle successive 12-18 ore non vi è un travaglio spontaneo, esso deve essere indotto.
  • In caso di patologie della gravidanza come ipertensione, diabete gestazionale e ritardi della crescita.
  • Nel caso in cui la gravidanza è giunta oltre il termine previsto, cioè è arrivata a 41 settimane più 3-5 giorni (caso più classico).

Ogni caso deve essere analizzato singolarmente e solo il medico può farlo, l’unico punto di riflessione è che in caso di non necessità, professionisti del settore e mamme, non dovrebbero avere fretta.

Come anticipare il parto. Credenze sbgliate.
Spesso si sente parlare di metodi “fai da te” per anticipare il parto. Si tratta di vecchie credenze e usanze. Per esempio, si dice che fare l’amore nell’ultima fase della gravidanza può aiutare a indurre il travaglio. Tale diceria ha un fondo di verità perché il liquido seminale contiene prostaglandine che potrebbero indurre contrazioni uterine, l’imporntate è non aspettarsi efficacia perché non si tratta di un metodo naturale di comprovato effetto.

Una seconda credenza, consiglia alla futura mamma di salire le scale più volte oppure di camminare a passo veloce. Il movimento fisico fa bene ma è anche vero che un eccessivo affaticamento potrebbe sottrarre ossigeno alla placenta e innescare contrazioni che possono indurre il travaglio ma purtroppo non in modo naturale. In tal caso il travaglio è “costretto” dalla scarsità di ossegeno e non sarebbe fisiologico.

Piuttosto che tentare di anticipare il parto, meglio investire il proprio tempo in tecniche di rilassamento così da non far diventare il parto un’ossessione.