come aumentare la qualità di una foto

Che sia merito degli smartphone o dei social ormai tutti noi ci sentiamo un po’ fotografi. Selfie, pietanze e momenti più o meno quotidiani meritano di essere immortalati e condivisi. Ma cosa fare se vogliamo stamparla o ingrandirla e la qualità risulta essere troppo scarsa? É possibile migliorarne la risoluzione?

La risposta è affermativa. Prima di vedere come fare è bene però chiarire che nessun programma è capace di fare miracoli quindi la qualità dell’immagine finale dipenderà sempre dalla risoluzione di quella originaria indipendentemente dalla vostra bravura e dal programma che utilizzate per effettuare le correzioni.

Se sei alle prime armi, prova ad utilizzare un programma gratuito come Pixlr. Si tratta di un potente editor di immagini utilizzato sia dai professionisti sia dagli amanti del fotoritocco. Esiste in versione online, desktop e per dispositivi mobile. È utilizzabile una versione gratuita ma sottoscrivendo un abbonamento a pagamento si potranno fare molte più cose.

Un programma disponibile però solo per Windows è Reshade, un oftware a stampo commerciale dedicato alla grafica attraverso il quale è possibile aumentare pixel foto ed effettuare varie altre operazioni di fotoritocco in modo semplice ed efficace.

Sia per Windows sia per OS X è invece SmillaEnlarger uno dei migliori programmi attualmente disponibili.

Hai Linux? Non è un problema. Per Windows, OS X e Linux è infatti a disposizione GIMP. Un eccellente programma gratuito per il fotoritocco, una delle migliori alternative al costosissimo Photoshop, che consente di migliorare l’aspetto delle foto digitali, applicare effetti speciali alle immagini, distorcerle, ridimensionarle, ruotarle e altro ancora.

Concludiamo infine con il programma forse più conosciuto in assoluto che è Photoshop. Si tratta di un software commerciale, rivolto principalmente a un pubblico di professionisti e pertanto non è possibile averlo gratis se non per una prova di 30 giorni.

Insomma in termini di software di photo editing c’è solo l’imbarazzo della scelta.