Come cambiare il pannolino

Cambiare il pannolino ad un bambino potrebbe sembrare fin troppo semplice a chi ha già avuto esperienza in merito, perché magari ah già avuto bambini in passato oppure si è occupata saltuariamente del cambio del pannolino di un nipotino, fratellino o del figlio di un’ amica, ma per chi non ha mai avuto esperienza a  riguardo o se si tratta dei papà (solitamente meno avvezzi a questo tipo di “operazioni”) il cambio del piccolo non è poi così intuitivo, vediamo allora come cambiare il pannolino:

la prima cosa da fare è rendere confortevole l’ operazione per il bambino, quindi mettete un pò di musica in sottofondo oppure un bel carillon che possa distrarlo ed un asciugamano sul fasciatoio o sul letto dove cambierete il vostro piccolo.

Quindi sdraiate il piccolo sulla superficie morbida che avete preparato, toglietegli il pannolino che indossa e gettatelo negli appositi bidoncini per i pannolini i quali non consentono fuoriuscite di cattivi odori.

Prendete dalla confezione una salviettina umidificata e pulite bene il bambino ( che comunque 2 volte al giorno dovrà essere lavato in maniera accurata), in alternativa potete detergerlo con una spugnetta intrisa di acqua. Poi asciugate il piccolo con un’ asciugamano senza sfregare, ma andando  a tamponare, in questo modo non irriterete la pelle del bambino.

Dopo averlo asciugato spalmate uno strato generoso di pasta all’ ossido di zinco che protegge l’ epidermide del bimbo e previene gli eritemi causati dai pannolini.

A questo punto dovrete prendere il nuovo pannolino, il quale  dovrà essere scelto in base all’ età ed al peso del bambino ( tenete conto che la prima misura va bene per un bambino di 3-6 kg., la seconda misura dai 5 ai 9 kg.).

A questo punto unite i piedi del bambino con una sola mano sollevandolo leggermente, nel frattempo con l’ altra mano posizionate il pannolino aperto sotto al bambino, poi appoggiate il bambino e passate il pannolino tra le gambe del piccolo e chiudete le alette adesive, né troppo strette da non consentire la corretta circolazione sanguigna, né troppo larghe da permettere eventuali “fuoriuscite”.