Come coltivare l’aglio

Piccola, bulbosa ed animata da un odore piuttosto acuto, la pianta dell’aglio ha origini asiatiche che fondano le radici nella Siberia sud-occidentale. In breve tempo la sua coltivazione si è diffusa in tutto il mondo, permettendole di divenire una delle piante più diffuse e utilizzate.

Qualità benefiche – Tanto la superstizione quanto la scienza hanno contribuito a fare dell’aglio una pianta dai molteplici benefici. In medicina, ad esempio, il suo olio essenziale viene consigliato per svolgere attività antisettica e balsamica.
Tutto merito della sua composizione fatta a base di bisolfuro di allile e garlicina (entrambe ad azione antibiotica), e alla presenza delle vitamine A, B e C.

La fitoterapia, inoltre, prevede che il suo utilizzo venga altrettanto impiegato per fini anti ipertensivi, antiossidanti, anti influenzali, antitumorali ed anti trombotici.

Non tutti ne siamo a conoscenza, eppure quando condiamo un piatto con dell’aglio crudo tritato finemente, stiamo consumando un elemento che ci aiuterà nel controllo dell’ipercolesterolemia, della bronchite catarrale e dell’elmintiasi.

Come coltivare l’aglio – Per via delle sue proprietà, sarebbe proprio un peccato privare la nostra terra di una pianta tanto importante quale è quella dell’algio. Vediamo quindi come coltivarne i bulbilli nel nostro terreno.

Prima di tutto occorre scegliere il tipo di aglio da coltivare, le cui varietà italiane sono: l’aglio di Caraglio, di Nubia, di Sulmona, di Piacenza e di Vessalico.

Scelta la qualità, procediamo a piantarne i bulbilli (o spicchi) con l’apice che guarda in direzione del cielo, e posti ad una profondità di circa 3 cm.

Facciamo attenzione a che i bulbilli vengano collocati ad una distanza di 10 cm l’uno dall’altro, e posti in file parallele che distino tra di loro almeno 30 cm.

Nota bene: i tempi di maturazione dei frutti sono determinati dalla specie coltivata e dalla temperatura alla quale è stato sottoposto il raccolto.

Raccogliere i frutti – Nella fase di fioritura delle piante verremo indubbiamente colpiti dalle appariscenti inflorescenze che assumono una forma ad ombrello.

L’aglio maturato, tuttavia, va raccolto solo quando le foglie diventano completamente secche: basta estirparne le piante e lasciarle essiccare all’aria aperta per almeno sette giorni.

Trascorso questo lasso di tempo, possiamo tornare a prendere il raccolto per pulirlo poi dalle radici, dal fogliame e dalle tuniche esterne.