Come comportarsi in caso di infarto

L’infarto del miocardio è la morte di una parte del muscolo cardiaco. Nella maggioranza dei casi l’infarto è la conseguenza di un’occlusione di un’arteria coronarica ad opera di un trombo formato per la rottura di una placca aterosclerotica. Il sintomo principale dell’infarto è rappresentato dal dolore di tipo oppressivo o costrittivo, caratterizzato da ubicazione nella retro sternale, irradiazione verso lo stomaco, verso l’arto superiore sinistro, la gola e la mandibola e il dolore spesso si associa a sudorazione. Quando questo dolore dura per più di dieci minuti ininterrottamente, e quindi in caso di sospetto infarto, è fondamentale non perdere tempo chiamando subito il 118! Vediamo quindi come comportarsi in caso di infarto:

se ci rendiamo conto che stiamo avendo un arresto cardiaco, chiediamo subito aiuto agli altri , chiamiamo i soccorsi oppure se possibile, rechiamoci subito in ospedale. Se ci troviamo di fronte ad una persona che sta avendo un infarto chiamiamo subito il 118 e seguiamo le loro istruzioni. Se invece abbiamo seguito un corso di primo soccorso con la Croce rossa – BLS ( Basic Life Support), e ci troviamo di fronte una persona che sta a terra , applichiamo con calma quello che ci hanno insegnato. Quindi avviciniamoci alle persona ed accertiamoci se è cosciente o meno, in caso d’incoscienza e arresto cardiopolmonare, chiamiamo subito il 118 e cominciamo a fare le manovre di primo soccorso fino all’ arrivo dell’ambulanza. Più il tempo, che intercorre tra l’inizio dell’infarto e la cura, è breve maggiori saranno le possibilità di recupero da parte del cuore. La gravità dell’infarto dipende principalmente dalla sua estensione che sarà tanto minore quanto più precocemente il soggetto colpito riesce a raggiungere l’ospedale ed inizia la terapia. Per prima cosa il soggetto dovrà fare un elettrocardiogramma (attualmente è possibile farlo anche in ambulanza) e poi dovrà sottoporsi ad un’angioplastica coronarica. Quest’ultima terapia deve essere eseguita quanto più precocemente possibile, preferibilmente entro le primissime ore dall’esordio dei sintomi, per limitare l’estensione dell’infarto attraverso la disostruzione dell’arteria coronarica colpita.