Come cucinare il farro

Il farro è un cereale davvero squisito, utilizzato in cucina praticamente in tutte le stagioni in quanto si tratta di un ingrediente versatile e ricco di sostanze nutritive. Fondamentale per una sana e corretta alimentazione, il farro può essere utilizzato per preparare piatti caldi d’inverno o pietanze “sostanziose” ma fresche in estate.

Di origini molto antiche, il farro è abbastanza diffuso nella gastronomia italiana, specialmente in regioni come la Toscana e l’Umbria, dove il farro viene anche coltivato.

Prima di vedere come cucinare il farro, è importante fare una distinzione tra le sue diverse qualità.

In linea di massima, si trovano in commercio due varietà diverse che sono il farro decorticato e il farro perlato. Il farro decorticato è in pratica quella variante che conserva la pellicola esterna del chicco, ovvero la glumetta, che viene invece eliminata nella variante del farro perlato.

Il farro perlato può essere spezzettato e presenta una cottura molto facile, non necessitando nemmeno dell’ammollo preventivo che è, invece, indispensabile per il farro “grezzo”.

 

Come cucinare il farro: la cottura

Ora che abbiamo visto qual è la differenza tra la varietà decorticata e la varietà perlata, dobbiamo capire come cucinare il farro.

Abbiamo detto che per il farro perlato non è necessario l’ammollo in acqua prima della cottura, fondamentale, al contrario, se si vuole cuocere il farro “grezzo”. Quest’ultimo, infatti, essendo ancora fornito della pellicola esterna, che contiene comunque molte proprietà nutritive, risulta molto più “secco” e richiede un tempo di cottura più lungo.

Per l’ammollo del farro grezzo vi basterà versare in una ciotola dell’acqua a temperatura ambiente, immergervi la quantità di farro che intendete cucinare e mescolate incorporando poi un cucchiaio di sale; generalmente l’ammollo per il farro decorticato si aggira sulle 12 ore.

Trascorso il tempo dell’ammollo, è ora di passare alla cottura vera e propria.

Trattandosi di un cereale, il farro si cucina generalmente lessato, sebbene sia possibile cuocerlo anche a vapore oppure “tostarlo” esattamente come si fa con il riso.

Se decidete di cucinare il farro decorticato, allora sappiate che per la bollitura è necessaria almeno un ora di cottura, mentre per il farro perlato i tempi di cottura, sempre con la bollitura, si aggirano tra i 20 e i 40 minuti.

Per cucinare il farro perfettamente con la bollitura, dovete assicurarvi che l’acqua lo ricopra completamente e che la fiamma sia medio-bassa. Potete mettere il farro e l’acqua allo stesso momento nella pentola, ma se decidete di aggiungere il farro in un secondo momento dovete aspettare che l’acqua raggiunga l’ebollizione. Ricordatevi di chiudere la pentola con un coperchio e di lasciar cuocere il farro sino a quando questo non raggiunge una consistenza gommosa (30 minuti di cottura), tenera (40 minuti di cottura) o molle (60 minuti di cottura).

Quando il farro sarà cotto, eliminate l’acqua in eccesso e servite il farro tiepido se volete consumarlo così, oppure procedete alla preparazione se lo usate come ingrediente.

Come detto, però, potete cucinare il farro anche con la cottura a vapore. Per questo tipo di cottura dovete utilizzare un cestello non forato, quello che solitamente si utilizza per il riso; prendete quindi il vostro cestello, versateci una parte di cereali e 2 parti di acqua e lasciate cuocere. Non esiste, in questo caso, un tempo standard di cottura, diciamo che molto dipende dalla potenza della vostra vaporiera; ricordatevi, però, che mediamente il tempo di cottura per il farro decorticato è doppio rispetto a quello perlato.

Oltre che con la vaporiera, potete cucinare il farro anche con la pentola a pressione; in questo caso saranno sufficienti circa 15 minuti di cottura per cuocere il farro grezzo.

 

Come cucinare il farro: le ricette e le proprietà nutrizionali

Abbiamo detto che il farro è un ingrediente molto versatile che potete quindi utilizzare per la preparazione di primi, secondi, antipasti e contorni.

Cucinare il farro come antipasto lascia molto spazio alla fantasia; l’unica cosa che dovete ricordare è di cuocere il farro separatamente dagli altri ingredienti. Potete servire il farro come antipasto insieme a olive, peperoni, verdure cotte a vapore, ma anche frutti di mare, insomma potete scegliere l’abbinamento che più preferite!

Ottimo è anche l’accostamento tra il farro e la pasta, sia corta che lunga, mentre tra i condimenti le salse a base di pomodoro sono quelle che riescono a far esaltare maggiormente il sapore del farro.

Davvero saporito è anche l’abbinamento farro e funghi, farro e piselli, farro e lenticchie, che potete utilizzare come deliziosi contorni o come condimenti per i primi piatti.

Per quanto concerne le proprietà nutrizionali, si consiglia di preferire il farro decorticato che è, come detto, molto più ricco rispetto a quello perlato.

Il farro decorticato è molto ricco di fibre, circa il 7%, ha un sapore neutro che lo rende adatto alle preparazioni sia a caldo che a freddo, assorbe una grande quantità di acqua, generalmente 2.5 volte il suo peso donando così un notevole senso di sazietà a chi lo consuma, è poco calorico, in media appena 335 calorie per 100 gr e contiene ben il 15% di proteine il che lo rende ideale anche in combinazione con altri tipi di legumi e cereali.