Come cucinare l’ amaranto

L’amaranto è un cereale della famiglia delle Amarantacee, proveniente dal centro America, dove in passato costituiva l’ alimento principale delle popolazioni locali, oggi purtroppo l’ utilizzo in cucina di questo cereale è andato un po a perdersi ed è un vero peccato in quanto cereale, privo di glutine, oltre ad essere particolarmente adatto per l’ alimentazione delle persone che soffrono di celeachia è anche un alimento molto salutare in quanto è ricco di proteine, sali minerali, fibre e vitamine. Inoltre l’ amaranto ha un sapore delizioso, che vagamente ricorda quello delle nocciole, inoltre è molto versatile, infatti è possibile preparare zuppe, insalate, polpette, dolci ed antipasti sfiziosi a base di amaranto. Se anche voi avete voglia di scoprire questo cereale, vediamo insieme come cucinare l’ amaranto:

l’ amaranto può essere cucinato in acqua bollente, rispettando il rapporto di una parte di amaranto per tre parti di acqua, poi quando sarà cotto potrete condirlo. Poichè durante la cottura l’ amaranto sprigiona una sostanza gelatinosa, si consiglia di mescolarlo con altri cereali o legumi per non avvertirne il fastidio, oppure dopo la cottura potrete risciacquarlo sotto il getto dell’ acqua fredda. L’ amaranto, proprio come il riso ed i cereali, può essere anche tostato, quindi dopo averlo lavato abbondantemente sotto l’ acqua e dopo averlo scolato potrete disporre in padella un filo d’ olio e portarlo sul fuoco, quindi lasciar tostare l’ amaranto per qualche minuto in padella e dopo aggiungere poco per volta del brodo bollente per ultimare la cottura, la quale impiegherà circa 20-30 minuti. La scelta del tipo di brodo dipenderà dal condimento che avete pensato di associare all’ amaranto, se ad esempio avete previsto un sughetto a base di verdure, si consiglia il brodo vegetale, se a base di carne, il brodo di gallina, se a base di pesce potrete utilizzare il fumetto.