Come curare la pubalgia

Accade spesso di percepire fitte lancinanti nel basso ventre e di non riuscire a camminare in modo corretto per via di un dolore al pube. Per chi pratica attività sportiva, la pubalgia rappresenta un nemico insidioso, nascosto dietro l’angolo. Vediamo come prevenire e come curare la pubalgia.

 

Cos’è la pubalgia e come curarla

 

Con il termine pubalgia si suole intendere una sintomatologia dolorosa circoscritta nella zona del pube, che può propagarsi verso i muscoli esterni, come gli adduttori.

Sono di norma diagnosticate due differenti tipologia di pubalgia: la pubalgia traumatica e la pubalgia cronica.

La prima, come dice la parola stessa, è relativa a un trauma diretto e di norma interessa l’ambito sportivo, essendo il pube una cerniera anatomica tra i muscoli dell’addome, del tronco e delle gambe.

 

Come curare la pubalgia traumatica?

Per curare questo disturbo la parola d’ordine è ‘riposo’ che, in caso di attività sportiva, viene tradotto con ‘astensione dalla pratica’. Il periodo di stop va solitamente dai 60 ai 120 giorni, durante i quali vengono effettuate delle sedute di rieducazione della colonna vertebrale o dell’anca, per poi procedere a un rinforzo della muscolatura.

La cura farmacologica della pubalgia, invece, passa per una terapia anti-infiammatoria e anti-decontratturante. Possono essere utili terapie alternative come la kinesiterapia e l’ostepatia.

In ultimo, quando la pubalgia, diventa cronica, è consigliato intervenire sul disturbo in modo chirurgico, una volta individuata la causa, spesso anatomica, del dolore.

 

Di norma, il trattamento del dolore inguinale, quando sporadico e transitorio, contempla l’utilizzo del ghiaccio e la fasciatura dell’inguine, pratica che consente una riduzione del dolore.

Prevenire la pubalgia è possibile, dedicando buona parte del vostro tempo a una corretta fase di riscaldamento e di stretching, scaldando il muscolo favorendone l’allungamento e contestualmente riducendone la possibilità di strappi e contratture