Come curarsi mangiando

Quante volte abbiamo sentito dire la frase “siamo quello che mangiamo!”? Ma cosa vuol dire questa affermazione? Vuol dire che  il nostro fisico è lo specchio della nostra alimentazione e stile di vita. Infatti un’alimentazione squilibrata, sia in termini di quantità che di qualità del cibo (basata su un maggior consumo di carne rossa, grassi animali, alcol, zuccheri raffinati), si ripercuoterà sia all’interno che all’esterno del nostro organismo. Infatti, se è vero che l’apporto alimentare è di importanza vitale, è anche vero che un eccessivo accumulo di riserve si traduce nel sovrappeso, con accumuli di grasso in svariate parti del corpo, che possono comportare conseguenze, come l’ipercolesterolemia, la pelle grassa, l’acne, a anche più gravi come il diabete di tipo II (oramai diffuso sia nei paesi industrializzati che non), l’obesità infantile con conseguenze come l’osteoporosi precoce. Dunque, vediamo assieme come curarsi mangiando:

l’ apporto energetico alimentare deve sicuramente adeguarsi allo stile di vita condotto perché ogni eccesso è destinato a produrre  sovrappeso, anche se bisogna dire che esistono variabili metaboliche individuali. Esistono infatti predisposizioni soggettive, mutevoli nel corso della vita, che si orientano più al metabolismo dei grassi o più alla demolizione delle fonti glicolitiche, comunque tutti in buone condizioni di salute e in eccesso di alimentazione aumentano la loro massa ponderale soprattutto quella grassa. Però è umano associare il concetto di dieta al puro dimagrimento , fuorvianti come siamo dall’idea di ridurre in modo drastico l’apporto alimentare che invece dovrebbe comprendere l’equilibrio tra i tre principali gruppi, proteine pari al 10%, grassi pari al 30%, carboidrati pari al 60% necessari durante una giornata tipo. Mettersi a dieta significa, quindi, equilibrare le entrate in base alle uscite, con occhio sempre alla bilancia, e ridurre, proporzionalmente e gradualmente, il contributo energetico di tutti gli alimenti introdotti nel nostro organismo. Il bilancio di introito negativo dovrà quindi instaurarsi lentamente per “tranquillizzare” l’organismo almeno inizialmente, fondamentale però è praticare, contemporaneamente, una costante attività fisica. Le diete troppo drastiche non sono sostenibili a lungo, non soltanto per ragioni fisiologiche ma anche psicologiche e non devono portare ad una debilitazione fisica , odio per il cibo con turbative di carattere anoressiche pericolosissime più dell’aumento di peso stesso.