Come evitare lo stiramento inguinale

Capita spesso, soprattutto agli sportivi, di avvertire quel fastidioso dolore nella zona inguinale che impedisce ogni movimento. Un trauma che colpisce, in modo prevalente, gli atleti che tendono a impegnare soprattutto gli arti inferiori, come i ciclisti, i corridori o i calciatori.

Un disturbo da non sottovalutare. Non grave, certo, ma da monitorare con attenzione nel corso della sua evoluzione. La prima cosa da fare è sospendere l’attività fisica e rivolgersi a un medico. Lo stiramento inguinale, infatti, se sottoposto a continue forzature può portare a una patologia più complessa come lo strappo muscolare, sul sito internet AlMeglio è possibile trovare, nell’apposita sezione una guida dettagliata su come approcciare l’attività fisica senza correre rischi.

Lo stiramento inguinale: cos’è e perché si manifesta

Lo stiramento inguinale, così come quello muscolare più in generale, è una lesione di media entità che altera il normale tono muscolare. Si colloca, su una ipotetica scala di gravità, tra la semplice contrattura e lo strappo. L’eccessivo allungamento delle fibre muscolari può portare a questa tipologia di lesione. Tra le cause più frequenti dell’insorgere dello stiramento: la mancanza di riscaldamento generale e specifico prima di procedere all’attività fisica vera e propria, una preparazione fisica non idonea, movimenti bruschi e violenti, problemi articolari, squilibri posturali e muscolari, mancanza di coordinazione. Ma anche condizioni ambientali avverse, abbigliamento e calzature non idonei all’attività fisica da compiere, microtraumi ripetuti, recupero insufficiente dopo un precedente sforzo atletico. La lesione si manifesta attraverso un dolore  acuto e improvviso, seguito da uno spasmo muscolare. Non insistere sulla lesione, procedendo con l’attività sportiva, è fondamentale. Il rischio è quello di aggravare una situazione già compromessa portando il muscolo a un vero e proprio strappo.

Come intervenire?                                                        

Cura migliore del riposo non esiste. Fermarsi, all’insorgere del dolore, è importantissimo e lasciar riposare il muscolo è l’unica strada per guarire rapidamente dallo stiramento. I tempi medi per una adeguata ripresa oscillano tra le due e le tre settimane. Al momento dello stiramento è bene procedere all’immobilizzazione della gamba e all’applicazione di un impacco di ghiaccio sulla zona interessata. Il ghiaccio può essere sostituito dallo spray, l’importante è procedere all’applicazione di un impacca adeguatamente freddo. Per ridurre le sollecitazioni della zona interessata dallo stiramento, inoltre, è opportuno bendare l’area.

Per fugare ogni dubbio relativo alla presenza di lesioni muscolari di entità maggiore, è possibile ricorrere alla visita di uno specialista. I consigli di un medico, anche in caso di stiramento, sono sempre opportuni. Antinfiammatori, miorilassanti, ultrasuoni e tercarterapia possono favorire un’accelerazione della guarigione ma necessitano di un consulto medico. Meglio evitare di praticare stretching perché si potrebbero ottenere risultati opposti in caso di errori.

È possibile evitare lo stiramento dell’inguine?

Piccole precauzioni consentono di evitare il manifestarsi dello stiramento dell’inguine e degli stiramenti muscolari, più in generale. Abbiamo visto come, tra le principali cause di insorgenza, ci sia il mancato riscaldamento. È una fase di grande importanza, che non andrebbe mai sottovalutata. Riscaldare adeguatamente la muscolatura, infatti, consente di godere di una maggiore flessibilità ed elasticità. Muoversi “a freddo”, invece, facilita strappi e rotture. Anche esser certi di poter affrontare lo sforzo fisico, perché certi di essere condizioni fisiche idonee, è fondamentale.

Va valutato con cura l’abbigliamento adatto, la tipologia di scarpe e la praticabilità del terreno di gioco. Lo stretching è importante per prevenire stiramenti, invece che nella fase di recupero. Allungare i muscoli significa renderli flessibili ed elastici, allontanando l’ipotesi di eventuali traumi. Non bisogna dimenticare che i muscoli devono essere sottoposti a una fase di defaticamento, ad allenamento concluso. Anche in questo caso qualche semplice esercizio di stretching può evitare che l’eccessivo sforzo si traduca in una spiacevole lesione.