Come far lievitare

A chi non è mai capitato di restare a dir poco conquistato da un delizioso profumino di pizza o pane appena sfornati? Chi non ha mai iniziato la propria giornata con un fragrante croissant vuoto o ricolmo di crema o di cioccolato? E’ fin troppo facile “addentare” una di queste leccornie e farle fuori in un batter d’occhio, ma quello che spesso non si sa è che dietro ad ognuna di queste prelibatezze, il più delle volte, si cela un lungo e laborioso lavoro certosino di abili mani di maestri del settore che curano ognuna delle proprie “creature” come se fossero esclusive opere d’arte.

A molti sarà forse sconosciuto, che uno dei segreti principali per la buona riuscita di deliziose pizze, panini o dolcetti sta proprio nella lievitazione! Un processo biochimico, operato da microrganismi quali lieviti e batteri lattici, che in un impasto di farina e acqua favoriscono la fermentazione degli zuccheri con produzione di anidride carbonica, acido lattico, acido acetico, acido propionico e alcol. Per ottenere una buona lievitazione fondamentali sono le condizioni ambientali.

E’ necessario che l’impasto di acqua, farina e lievito, nel caso di pizze o pani,  dopo essere stato abilmente lavorato, sia posto in un luogo non troppo secco, ma nemmeno troppo umido. Ed infatti, è a temperature comprese tra i  24 ed i 32 ° C che si ha la migliore lievitazione e il processo assume maggiore rilevanza

. A temperature troppo basse, invece, molte cellule muoiono bloccando l’effetto lievitante, stessa sorte a temperature superiori ai 37/38° C, condizione termica che non soltanto comporta la morte di molte cellule del lievito, ma rischia addirittura che lo stesso processo di lievitazione si arresti. Dunque, la soluzione per ottenere un eccellente, nonché, delizioso risultato è seguire i consigli dei latini: in medio stat virtus!