Come insegnare a nuotare ai bambini

L ’acqua è uno degli elementi della terra con il quale veniamo in contatto ancor prima di nascere, nella pancia della propria madre, ma subito dopo la nascita ce ne separiamo … e così da quando nuotare ci sembrava la cosa più naturale da fare, man mano ci dimentichiamo come si fa, ecco perché è bene far avere subito il primo approccio con l’acqua ai neonati! Infatti, intorno ai 4 mesi,  quando fa la prima vaccinazione, il bambino può essere già portato in piscina, presso una qualsiasi struttura e i genitori possono seguire un corso di formazione, tenuto da esperti del settore, che ci istruiscono ad insegnare a nuotare ai bambini! Ma vediamo nel dettaglio come insegnare a nuotare ai bambini:

La prima volta che una mamma porta il bambino in acqua, può cominciare a fargli sentire l’elemento attraverso l’immersione dei piedi e piano piano con tutto il corpo, tenendo sempre il bambino di fronte a sé in maniera tale che il bambino possa associare all’ elemento acqua anche la figura genitoriale, che sia o la mamma o il papà, avendo così il conforto di una figura affettiva vicina a lui, in questa particolare esperienza di vita. Fino a tre anni non compiuti, per quanto riguarda gli strumenti da adottare per il primo approccio in acqua, sarebbe meglio evitare braccioli, tubi o tavolette perché il bambino non ha la coordinazione motoria per permettersi di gestire queste supporti galleggianti. Quindi il contatto con l’acqua avviene, attraverso il contatto del genitore, in braccio, in piedi oppure supino, facendogli fare scivolamenti e spostamenti in acqua. Invece, dai tre anni in su, si possono utilizzare i supporti galleggianti, come i braccioli, ideali per permettere il movimento degli arti superiori, a differenza del salvagente che limita maggiormente i movimenti del bambino, insegnandogli altri movimenti più indipendenti. Per quanto riguarda invece la respirazione ed il contatto del viso con l’acqua, è importante, all’inizio, far avvicinare il bambino in maniera progressiva all’elemento, insegnandogli a soffiare sull’acqua, ad appoggiarci la bocca e a far le bolle al suo interno, in modo tale da prendere confidenza con la respirazione in acqua, facilitandogli così l’apprendimento della respirazione in acqua nei vari stili (a rana , a stile libero). Infatti il primo stile che dev’essere insegnato ai bambini è il dorso perché non presuppone l’insegnamento della respirazione, ma solo del galleggiamento.