come mangiare il tamarindo

Il tamarindo è un frutto tropicale che appartiene alla famiglia delle leguminose. Originario dell’Africa orientale oggi è molto diffuso anche in Asia e sud America dove viene utilizzato quale ingrediente per molte preparazioni. Le sue proprietà benefiche sono innumerevoli: è molto nutriente ed è un eccellente rimedio per la prevenzione e la cura dei disturbi digestivi e del colon e della stitichezza. Oltre alle note proprietà benefiche ha un gusto molto particolare dolce e acidulo e molto aromatico.
In Italia già da diverso tempo era utilizzato nella preparazione industriale di sciroppi ma era raro trovare in commercio sia il frutto che i classici panetti di tamarindo già sbucciato, oggi per fortuna i trovano sia nei negozi specializzati che nei supermercati. Nella cucina indiana, orientale, asiatica e sud americana viene utilizzata come spezia nella preparazione di zuppe (in India viene usato per preparare il Sambhar), riso, salse, ma anche dolci (soprattutto il Messico), salato o candito come spuntino, oppure per realizzare delle bevande rinfrescanti e nutrienti.
Preparate ad esempio uno sciroppo di tamarindo facendo bollire 800 gr polpa di tamarindo in 2 litri d’acqua bollente per 15 minuti a fuoco lento; filtrate e aggiungete zucchero per il doppio del peso del composto filtrato; fate bollire ancora mezzora e lasciate raffreddare prima di imbottigliarlo.
Con questo sciroppo potete creare molte bevande semplicemente diluendolo in altra acqua fredda, aggiungendoci del limone o della cannella, del miele o dei chiodi di garofano. Una bevanda molto famosa nei paesi orientali si prepara facendo bollire in acqua datteri, miele, cardamomo, chiodi di garofano e semi di coriandolo, e pasta o sciroppo di tamarindo mettete su fuoco molto basso e portate ad ebollizione quando sentirete il composto molto profumato spegnete e fate raffreddare, filtrate e servite freddo di frigo con un rametto di menta.