Come nuotare a rana

La rana, oltre ad un simpatico anfibio è  uno degli stili di nuoto più conosciuti e praticati, per molti individui scarsamente avvezzi al nuoto ed al galleggiamento, questo stile quando imparano, è il più semplice ed intuitivo, per altri invece risulta essere molto ostico in quanto si necessita di una buona coordinazione tra braccia e gambe, inoltre bisogna  avere un buon fiato e resistenza fisica per praticarlo in maniera corretta. Se quest’ estate avete voglia di lanciarvi in grandi nuotate, o semplicemente volete conoscere le nozioni di base per apprendere questo stile, vediamo insieme come nuotare a rana:

questo stile di nuoto è chiamato così proprio in quanto riproduce la tipica gambata della rana, ed è proprio su questa che  dovremo esercitarci bene, prima fuori dall’ acqua e poi dentro l’ acqua. Dovrete con la pancia rivolta verso l’ acqua, piegare le gambe portando le ginocchia verso l’ alto, poi tenendo i piedi a  martello aprirete le gambe verso l’ esterno, portando i talloni verso il sedere ( come se voleste disegnare un cerchio), fatto questo movimento, avrete la spinta necessaria  a spingervi in avanti, infatti sono proprio le gambe ad avere maggiore importanza in questo stile, le braccia infatti, dopo esservi dapprima esercitati con una tavoletta, accompagneranno semplicemente il movimento delle gambe, riproducendolo, ma senza spingere troppo. Quando date la spinta con le gambe la testa dovrà trovarsi sotto l’ acqua, poi man mano che distendete le gambe, potrete portarla fuori  dall’ acqua e recuperare fiato. Quando avrete recuperato fiato, ricominciate nuovamente e vedrete che una spinta  alla volta, migliorando sempre più la tecnica riuscirete  a completare una vasca, chiaramente avere una buona forma fisica ed una massa muscolare allenata vi aiuterà di gran lunga  a fare progressi, infatti più forte sarà la spinta che riuscirete ad imprimere, più lontano arriverete.