Come rimproverare un bambino

Dopo una marachella, un bambino, piccolo o grande, va sgridato. Ma qual è il metodo migliore?

Sgridare i più piccoli. Come?

Secondi diversi studi di settore, quando si rimprovera un bambino il fattore ‘tempo’ è decisivo. È tutto lì! È stato scientificamente provato che la capacità di attenzione di un bambino è molto breve e che ha bisogno di stimoli continui per rinnovarsi. Dunque, la ramanzina esplicativa, la cosiddetta predica, potrebbe non sortire l’effetto desiderato. Sembrerebbero poco incisive, da questo punto di vista, anche le punizioni, i ricatti e le accuse.

In linea di massima, un rimprovero risulta efficace se è breve, immediato, limitato a un singolo episodio, intimo e infine rassicurante. Dunque, deve colpire nel segno in maniera veloce.

La sgridata deve essere stringata. Deve durare dunque non più di un minuto. Trascorso questo tempo tecnico, il bambino inizia a distrarsi e il suo cervello diventa impermeabile ai messaggi. Non vi ascolterà più e le voste prediche sul perché, sulle cause e sugli effetti di certe azioni, saranno del tutto inutili.

L’immediatezza del rimprovero è altrettanto importante. La sgridata va fatta al momento, appena il fatto è accaduto. Il bambino vive in un eterno presente ed è incapace di proiettarsi nel futuro o di risalire al passato. La minaccia del “Quando torna papà, vedrai… ” non ha senso per il piccolo.

Non riuscirà a capire completamente che ce l’abbiamo con lui per un evento già scomparso nel tempo. La punizione in differita per lui non avrà senso e lo ferirà perché non riuscirà a mettere in connessione l’atmosfera tranquilla di casa alla sera con il papà di ritorno e la punizione.

Ogni rimprovero va riferito a un singolo evento o episodio. È controproducente accumulare episodi in una sgridata generale. Subissato da una valanga di accuse, il bambino avrà la sensazione di essere impotente, di non riuscire a combinare niente che vada bene ai propri genitori. Meglio un solo messaggio forte, che tanti messaggi deboli.

Sempre meglio prendere da parte il piccolo e mai sgridarlo dinanzi ad amichetti, parenti o addirittura estranei. Spesso, davanti agli altri, i bambini respingono le accuse, in quanto ne escono avviliti e, altrettanto di frequente, per “vendicarsi” dell’umiliazione, diventano volutamente trasgressivi e strafottenti. Dunque, è bene avere un po’ di tatto.

Cerchiamo infine di far capire sempre ai nostri figli che se li rimproveriamo è sempre per il loro bene. Il bambino non sempre capisce ciò. Per questo, insieme alla severità, è importante manifestare contemporaneamente amore, stima e fiducia. In questo, non ci sono tempi tecnici!