come si cucina la polenta

Prima di preparare la polenta, c’è da sapere che ci sono diverse farine da poter utilizzare, a seconda delle quali cambierà il risultato e il gusto della pietanza.Ad esempio, per una polenta più cremosa si consiglia la macinatura più fine come la fioretto, perfetta anche per torte, biscotti e impanature. La più comune è la qualità bramata, a macinatura media, ideale per una polenta vellutata, mentre la qualità taragna è una miscela di mais e grano saraceno. La bianca, ottenuta dal mais bianco, ben si sposa con il pesce. Altri accorgimenti utili suggeriscono l’utilizzo di una pentola a bordi alti e di un cucchiaio di legno robusto. Vediamo allora nel dettaglio come si cucina la polenta:

In primis, avremo bisogno dell’acqua. Per 500 grammi di polenta saranno necessari due litri.

Riscaldiamo l’acqua su una fiamma alta fino a vedere salite delle colonne di bollicine d’aria in superificie. Allora abbassiamo la fiamma al minimo e versiamo la nostra polenta delicatamente, a pioggia, poco per volta, preoccupandoci di mescolare per bene, in maniera continua con il nostro cucchiaio di legno.

Alziamo la fiamma a fuoco medio e facciamo sobbolire la polenta. Non alziamo troppo la fiamma altrimenti si creeranno i grumi.

E adesso, si gira. Quando la polenta inizia ad addensarsi, occorre girare per bene, per evitare che si attacchi sul fondo. Dopo circa 40 minuti, quando il mais è ben cotto e la polenta si stacca dalle pareti della pentola, sarà pronta.

Per un consumo immediato, rovesciamo la nostra polenta su un tagliere di legno, lasciandola rassodare per un paio di minuti e poi tagliamola a fette.

Per conservare la polenta per i giorni successivi, basterà versarla in stampi da plumcake e tagliare all’occorrenza delle fette regolari da grigliare o friggere.