Come vendere on line

Vendere un oggetto su internet su base d’asta o aprire un vero e proprio store online sono due cose completamente differenti?

Pubblicare un annuncio per vendere un oggetto

Solitamente, ci si approccia alla vendita online pubblicando un annuncio riguardante un oggetto di cui ci vogliamo sbarazzare una volta per tutte.

Uno dei metodi più semplici e più noti in assoluto, anche se sicuramente non il più remunerativo, consiste nell’aprire un’asta con eBay (o un sito online di aste simile), sistema facile e veloce per sbarazzarsi di oggetti, guadagnando delle cifre oneste.

Oltre a eBay, è possibile in rete pubblicare un annuncio sui mercatini online, come Subito.it, Bakeca.it, Kijiji.it e Vivastreet. Bastano delle foto dell’oggetto, una descrizione completa e qualche indirizzo di contatto.

Vendere con uno store online

Sul web è possibile creare un negozio digitale, in cui esibire le vostre creazioni o i vostri prodotti.

Mettiamo caso che voi creiate degli oggetti artigianali e abbiate intenzioni di venderli. Esistono tantissimi store digitali, come Etsy, i quali, con una iscrizione, permettono di creare un negozio con vetrine virtuali con i vostri prodotti.

È bene sempre preferire un sito semi-professionale a quelli completamente gratuiti. Molti siti su cui si comincia a fare e-commerce gratuitamente e che permettono di configurare rapidamente uno store online non offrono molte possibilità di personalizzazione se non si passa a versioni premium a pagamento. Se non avete tempo/risorse per un sito indipendente usate strumenti collaterali: collegate lo store a profili Facebook, Pinterest, Instagram e magari anche ad un blog.

Se, al contrario, avete intenzione di mettere in piedi un’attività imprenditoriale finalizzata alla vendita su internet, lo scenario muta drasticamente, in quanto subentra il fisco.

Per il fisco italiano, avere un e-commerce è come aprire un negozio fisico offline e quindi, fiscalmente, si hanno gli stessi oneri. Innanzitutto, occorre una partita IVA, una posizione INPS con tutti i costi annessi e connessi (IRAP, IRPEF) e l’iscrizione al CCIA (Camera Commercio Industria Agricoltura). Poi ci sarà da creare l’architettura digitale e promuoverla con banner e advertising in giro per la rete. Insomma, una vera e propria attività commerciale.